Il Piccolo Principe | 5 Bellissimi Insegnamenti del Libro

Insegnamenti il piccolo principe copertina

In questa pagina condividerò con voi i 5 più grandi insegnamenti de “Il Piccolo Principe“, il capolavoro di  Antoine de Saint-Exupéry pubblicato per la prima volta nel 1943. Se ancora non avete letto il libro, vi consiglio di leggere anche 10 motivi per farlo subito! Buona lettura!


Gli insegnamenti

Come ho già detto, Antoine De Saint-Exupéry ha riempito questo libro di un’infinità di perle di saggezza; in questo articolo ho deciso di portare alla vostra attenzione i 10 insegnamenti che personalmente mi hanno maggiormente colpito.

1. La perseveranza

Questo è un valore che si comprende da adulti, quando si realizza che ogni traguardo umano è stato frutto non tanto di un grande talento, ma più che altro di una grande perseveranza. Insomma, vietato abbandonare!

Pochi se ne sono accorti, ma il libro contiene due grandi abbandoni: il primo avviene quando l’aviatore decide di non disegnare più, perché ferito dalle parole degli adulti ed il secondo avviene quando il piccolo principe abbandona la sua rosa a causa di un semplice battibecco.

Come avviene nella vita di ogni persona che abbandona un obiettivo o un sogno, si troverà prima o poi a scoprire che l’abbandono è stato frutto di una valutazione sbagliata ed affrettata.

Non a caso, appena il piccolo principe si è messo in volo lasciando il pianeta, la rosa sta già porgendo le sue scuse e pregando il bambino di tornare indietro che però ha ormai spiccato il volo.

Nel secondo caso, invece, l’aviatore scopre che erano stati gli adulti a non essere in grado di capire il suo disegno, che può essere invece capito ed apprezzato da un bambino.

2. L’essenziale è invisibile agli occhi

Una delle grandi verità di questo libro: noi uomini, per essere felici, abbiamo bisogno davvero di poco; quel poco che è invisibile agli occhi. Se gli uomini capissero questo semplice concetto, il nostro pianeta si trasformerebbe in un piccolo angolo di paradiso.

Non sono importanti, dunque, gli averi e il denaro, ma l’amicizia e l’amore.

Quando si pensa a questo frase, si pensa sempre alle parole della volpe proferite nel XXI capitolo. Ma sono diversi i passaggi in cui, anche in altre forme, si parla di essenzialità.

il piccolo principe e la volpe - l'essenziale è invisibile agli occhi

L’aviatore, ad esempio, era convinto di non saper disegnare, ma improvvisamente si rende conto che disegnando un piccola gabbietta per una pecora è riuscito a far contento un bambino. Lo stesso bambino che, per essere felice, non ha bisogno che di una pecorella e la sua rosa.

il piccolo principe - la pecora e la gabbietta

In questo passaggio, l’autore ci racconta quanto a volte sia necessario tentare perché poi i risultati verranno da sé. Come dice il detto inglese, “Less is more” (meno è di più). Anche accontentarsi, dunque, è un sinonimo di essenzialità.

Se spiegate questo passo ad un bambino, fategli sentire la famosa canzone “Lo stretto indispensabile“, cantata dall’orso Balù ne “Il libro della Giungla e ragionate con lui sul significato. Ti bastan poche briciole…🎵😀

3. Il valore di amare e prendersi cura di qualcosa e qualcuno

La volpe che appare nel capitolo XXI, è uno dei personaggi più importanti del racconto e chiede al bambino di essere addomesticata, cerando così di creare un legame di amicizia.

Prendersi cura di qualcosa o di qualcuno vuol dire diventarne responsabili e regalargli un po’ della propria vita.

Ed è quello che fa il piccolo principe all’inizio del suo viaggio: cerca di accudire ed amare la sua bellissima rosa, annaffiandola ogni giorno e proteggendola dal vento.

il piccolo principe annaffia la sua rosa

La rosa dunque si trasforma da semplice ed egoistico mezzo per abbellire un giardino a destinatario d’amore; non più ricevere, ma dare.

L’atto di amare ed accudire equivale a diventare un’unica cosa con il mondo circostante, che coincide com il fine ultimo di tante dottrine spirituali: tornare ad essere un’unica coscienza con il creato.

Se la tematica vi interessa, vi consiglio di dare un’occhiata alla recensione de Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, dove l’elemento naturale ricopre lo stesso ruolo salvifico.

4. L’Amore e la Sofferenza

Intorno al legame fra il piccolo principe e la rosa, si sviluppa il tema centrale del rapporto fra amore e sofferenza; so che la citazione potrebbe sembrare banale, ma non a caso uno dei più celebri detti sull’amore recita: “non c’è rosa senza spine“. Il detto descrive bene la contrapposizione fra la bellezza di questo fiore ed il prezzo da pagare se lo si vuole cogliere.

La rosa e le sue spine nel piccolo principe

Ed il tema dell’amore e delle spine torna in maniera incredibilmente palese in una delle più potenti immagini della storia che possano essere evocate: la passione di Cristo. Gesù infatti, nell’atto di estrema sofferenza e con la corona di rovi sul capo, dona la sua vita ed il suo amore al genere umano.

Nel capitolo XXI, la volpe dice al piccolo principe che, una volta addomesticata, soffrirà quando lui non sarà presente; “Allora non ci guadagni nulla (dalla loro amicizia)” le chiede il bambino. La volpe risponde “Ci guadagno grazie al colore del grano“. Con questo la volpe intende che ogni volta che guarderà un campo di grano si ricorderà dei capelli biondi del piccolo principe.

5. Le apparenze

Parlando di essenziale non si può non parlare dell’altra faccia della medaglia: le apparenze.

Sono molti i momenti del racconto in cui Saint-Exupery parla di apparenza e cioè di “forma vuota“.

Basti pensare al celebre astronomo turco che nel 1909 aveva scoperto il pianeta B-612 (dove abitava il piccolo principe) e al quale nessuno aveva inizialmente dato credibilità per il modo in cui era vestito.

Nel 1920, l’astronomo ripeté la sua presentazione con un abito molto elegante e questa volta tutti gli diedero ragione.

il piccolo principe - l'astronomo turco prima e dopo
L’astronomo Turco, scopritore del Pianeta B 612

Anche se in un’altra forma, si parla di apparenze anche quando il re del primo pianeta, nel desiderio di esercitare il suo potere, dà ordini senza senso o quando l’uomo d’affari sul quinto pianeta si atteggia a “uomo serio ed impegnato”, quando invece non sta facendo niente di realmente concreto.


La spiritualità nel Piccolo Principe

Quando ho riletto il libro da grande mi sono accorto di qualcosa che ad una prima lettura non avrei mai potuto cogliere: questo libro è un piccolo trattato di spiritualità.

Il libro, infatti, è ricco di argomenti che si possono trovare nel pensiero dei più grandi maestri spirituali di ogni tempo, da Buddha al contemporaneo Eckhart Tolle. Vediamo in che modo il Piccolo Principe ci parla di spiritualità. Se l’argomento vi interessa vi consiglio di leggere Un nuovo mondo di Eckart Tolle.

Eckhart Tolle - scrittore e autore di Un nuovo mondo
Eckhart Tolle – Autore di Un Nuovo Mondo – Guarda su Amazon

1. Il tema dell’Ego

L’ego è uno dei temi centrali in ogni trattato di spiritualità e consiste in un insieme di processi mentali ed emotivi in grado di oscurare la nostra coscienza e non permetterci così di entrare in contatto con la nostra vera essenza e trovare la felicità. L’ego è una prigione che ci chiude nel nostro piccolo mondo, una prigione che erigiamo con l’intento di proteggerci, ma che finisce per distruggere la nostra vita.

Non a caso Saint-Exupéry fa vivere tutti i suoi personaggi su piccoli pianeti, che non sono altro che una perfetta metafora di quella prigione esistenziale di cui parlavamo.

Sono tanti, forse tutti, i romanzi che girano intorno al tema dell’Ego e se l’argomento vi interessa vi consiglio di leggere la recensione che ho scritto su La Storia Infinita di Michael Ende, che racconta il viaggio di un piccolo eroe, Bastiano Baldassarre Bucci, che si scontra proprio contro l’emergere imperioso del suo ego.

il piccolo principe - il pianeta del re metafora dell'ego
I piccoli pianeti come metafora dell’Ego

2. Coscienza e Presenza

Il nostro viaggio spirituale comincia quando iniziamo a capire ciò che siamo veramente e a fare una distinzione fra la nostra forma e la nostra essenza.

Il miglior mezzo per raggiungere questo obiettivo è la meditazione, uno stato “senza tempo” in cui la nostra coscienza si distacca dal pensiero (la nostra finta identità) focalizzandosi su se stessa o sulle bellezze del creato.

Sono molti i passi del piccolo principe in cui sembra che De Saint-Exupéry ci voglia invitare ad essere “presenti”, mettendo da parte il pensiero.

L’immagine del piccolo principe che si perde nella contemplazione di 44 tramonti in una sola giornata è senza dubbio un grande esempio.

il piccolo principe guarda 44 tramonti in una sola notte

Troviamo questo tema anche nel XXII capitolo, in cui il bambino incontra il deviatore di treni che gli racconta come questi mezzi di locomozione siano pieni di adulti che dormono (non presenti a se stessi) e di bambini che guardano fuori dal finestrino, affascinati dai paesaggi incantevoli.

Quando il piccolo principe chiede al deviatore perché questi uomini viaggino da un posto all’altro, l’uomo gli risponde: “Non si è mai contenti di dove si sta“. Una frase che ci fa capire quanto la nostra mente e i nostri desideri siano sempre altrove, cosa che non ci permette di essere presenti e dunque di essere felici.

Se avete dei bambini, vi consiglio di iniziare ad affrontare questo importante tema legato al tempo già all’età di 6 anni ed il momento migliore è proprio quello in cui dovrete insegnare come si legge l’orologio.

3. Le Parole e il Silenzio

Quando lessi per la prima volta il piccolo principe (probabilmente verso i 20 anni), non mi ritenni una lettore completamente soddisfatto e la cosa che più mi infastidiva erano i silenzi del piccolo principe. Non mi piaceva il fatto che questo bambino non rispondesse alle domande dell’aviatore e mi sembrava un espediente di basso livello per conferire al personaggio un’aurea mistica e di mistero che poi in fondo non si meritasse.

A quell’epoca credevo che il mondo avesse bisogno di valanghe di parole, precise e sincere, per risolvere i suoi problemi; e mi viene in mente la famosa scena del film “Palombella Rossa” (1989) in cui Nanni Moretti, in uno scatto d’ira, recita la celebre battuta: “Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”.

Nanni Moretti  - Le parole sono importanti - Palombella Rossa 1989

Nanni Moretti, aveva ragione, ma ciò che si era dimenticato di sottolineare è che non solo bisogna scegliere bene le parole, ma bisogna sceglierne poche.

Come dice la volpe, infatti, “Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono fonte di malintesi


Come Spiegarlo ai Bambini

Prima di spiegarlo ai bambini, dovrete essere certi di aver compreso per primi la profondità di questo racconto. Se così sarà vi accorgerete che non avrete problemi a raccontare e spiegare questa bellissima storia. Ma ci sono comunque alcuni consigli che vi voglio dare.

  • Prima di leggere il libro, anticipate al bambino che leggerete insieme un racconto speciale e raccontategli alcune curiosità, come il fatto che il piccolo principe sia il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia e il Corano. I bambini amano i “Guinness dei Primati“.
  • Scegliete un momento e un posto importante per leggerlo insieme.
  • Guardate con attenzione le immagini è analizzatele insieme. Chiedete al bambino quale preferisce e perché. Se il bambino è ancora in età prescolare, potete optare per il libro in versione pop-up, con delle bellissime immagini in 3D che escono dal foglio, edito da Bompiani. (Guardalo su Amazon)
  • Chiedete al bambino se ha fatto esperienza nella sua vita di ciò che accade nel libro. Potreste ad esempio chiedergli se ha mai incontrato un vanitoso o una persona che vuole comandare su tutti, come il re del primo pianeta.
  • Dopo aver letto il libro fate in modo che il bambino lo rielabori, guardando prima il film d’animazione del 2015 e poi il film in live-action del 1978. Entrambi molto carini.
  • Per permettergli di riflettere sulle immagini, scaricate e stampate i nostri personaggi del Piccolo Principe da Colorare.

Età consigliata

Generalmente, la lettura del Piccolo Principe è consigliata dagli otto anni in su e con il sostegno di un adulto che aiuti il bambino a capire ed elaborare alcuni passaggi importanti.

In alcuni casi, una prima lettura può essere già effettuata dai 5-6 anni, dando però la precedenza alle immagini. Il genitore, in questo caso, può partire dalle illustrazioni e raccontare la storia a parole sue, leggendo di tanto in tanto le parti di testo che ritiene più adatte all’età.

Alcuni genitori potrebbero avere difficoltà a trovare la giusta chiave per spiegare ai bambini un aspetto in qualche modo delicato che riguarda la conclusione del libro e cioè il fatto che il piccolo principe perda la vita in una modalità che potrebbe sembrare molto vicina a quella di un suicidio.

È importante adattare questo passaggio all’età e alla sensibilità del bambino, con la possibilità di conferirgli un’aurea più magica e fiabesca che esistenziale. Vi può venire in aiuto il fatto che, fino a prova contraria, il piccolo principe sia un alieno e che dunque, grazie ad un potere speciale, possa abbandonare il suo corpo per raggiungere il suo pianeta.

Per concludere, diciamo che il piccolo principe è un regalo perfetto per un bambino di 8 anni, ma può essere letto a tutte le età.

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Frasi Celebri

  • “Un Giorno ho visto il sole tramontare 44 volte (…) Sai, quando si è tristi si amano molto i tramonti” – Il Piccolo Principe
  • “Bisognerà pure che sopporti due o tre bruchi se voglio conoscere le farfalle” – La Rosa
  • “Se riesci a giudicare bene te stesso, vuol dire che sei un vero saggio” – Il Re
  • “Si è soli anche tra gli uomini” – Il Serpente
  • “Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono fonte di malintesi.” – La Volpe
  • “Va di nuovo a guardare le rose. Capirai che la tua è unica al mondo (…)” – La Volpe
  • “Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. – La Volpe
  • “Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna guardare con il cuore” – Il piccolo principe
  • “Se ami un fiore che si trova su una stella, è dolce la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite”. – Il piccolo principe
  • “Poiché abiterò su una stella, e lassù riderò, quando guarderai il cielo la notte, per te sarà come se tutte le stelle ridessero (…)”

Guarda il Video


Conclusioni

Spero che questo articolo vi abbia aiutato in qualche modo a capire cosa questo piccolo principe abbia da offrirvi. Per domande e richieste di qualsiasi tipo mi potete contattare per mezzo della pagina contatti.


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