Il Piccolo Principe | Trama, Riassunto e Recensione del Libro


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piccolo principe sul suo pianeta B 612 - copertina

Il Piccolo Principe è stato pubblicato il 6 aprile 1943 e fino ad oggi ha venduto più di 180 milioni di copie, diventando il libro più tradotto al mondo dopo la Sacra Bibbia.

Incredibile, vero? Eppure ci sono tantissime persone che dopo averlo letto rimangono con un senso d’incertezza e si chiedono quale sia il suo significato profondo e perché non l’abbiano recepito.

In questa pagina vi spiegherò per quale motivo è importante che piccoli e grandi leggano questo classico della letteratura e cercherò di fornirvi una chiave per facilitarvi questo viaggio nel mondo dell’essenziale. Buona lettura!


10 Motivi per cui Leggerlo


1. È Breve

Lo so, vi sembrerà una motivazione infantile, ma se avete dubbi sul leggere o meno questo capolavoro, vi aiuterà sapere che lo potrete completare davvero in 2-3 giorni, se non in 1 solo. Ogni edizione è diversa, ma in linea di massima si tratta di un libretto di 120 pagine, gran parte delle quali contengono una o più illustrazioni di diversa grandezza. Se dunque non siete certi che il vostro tempo valga il contenuto del libro (e cercherò di farvi cambiare idea), pensate che lo divorerete davvero in un lampo e, magari, avrete imparato qualcosa di nuovo.

2. Le Immagini sono Bellissime

Come probabilmente già saprete, Il Piccolo Principe contiene tantissime illustrazioni (quasi 50) che, per diversi motivi, sono da considerarsi speciali. Il primo di tutti è il fatto che siano state realizzate dallo stesso Antoine De Saint-Exupéry, che, come non era uno scrittore a tempo pieno, non era nemmeno un illustratore professionista.

Sta di fatto che il papà del Piccolo Principe amava disegnare e non c’era occasione in cui non si dilettasse a fare degli schizzi con la sua matita: tovaglioli, tovaglie, libri, tutto si trasformava in una tela d’emergenza per dare sfogo ai suoi momenti di creatività.

Le immagini bellissime del piccolo principe

Sembra che già molto tempo prima di scrivere il suo capolavoro, si dilettasse a disegnare questo piccolo principino e c’è chi sospetta che il racconto fosse nato dalle illustrazioni e non viceversa.

Il secondo motivo che rende questi disegni di così grande valore è il loro stile, davvero unico e fortemente coerente con le tematiche profonde ed “essenziali” del racconto.

Non importa se siete adulti o bambini, leggete il libro e prendetevi tutto il tempo che volete per perdervi in queste illustrazioni fantastiche, che raccontano la più fervida realtà, come se fosse un sogno.

3. Include almeno 5 insegnamenti che possono cambiarti la vita

Molti pensano (e anche io l’ho pensato in passato) che il messaggio di questo libro si limiti alla celebre frase proferita dalla volpe “l’essenziale è invisibile agli occhi“. Quando ho riletto il libro da adulto, mi sono accorto che questa credenza fosse ben lontana dalla verità e che il racconto racchiuda un’incredibile varietà di messaggi, che puntano però tutti alla contemplazione della verità e dell’essenziale. Ma non finisce qui.

Il libro sembrerebbe un manuale di spiritualità travestito da racconto per bambini. È così che di pagina in pagina si possono riconoscere temi cruciali presenti nelle diverse forme di spiritualità occidentali ed orientali, come quello dell’ego (forza spesso oscura che ci allontana dalla nostra essenza), la coscienza e la sua capacità di essere presente nel mondo, la relazione fra l’amore e la sofferenza. In questo capitolo prendo in analisi i 5 insegnamenti più grandi del Piccolo Principe.

4. È Poetico

Il piccolo principe, oltre ad essere un racconto in prosa, riesce ad essere anche una bellissima poesia. Questo viene reso possibile dalle molteplici immagini (visive e non) che si susseguono all’interno della storia e che non possono e non hanno bisogno di essere spiegate con la ragione. Una di queste è l’immagine del bambino che si siede e contempla 44 tramonti in una sola giornata (VI capitolo).

foto del VI capitolo dove il piccolo principe guarda il tramonto

Un’ esperienza mistica e totalizzante che non lascia spazio alle parole. Vi consiglio di approfondire il tema della presenza e del silenzio in questo capitolo.

5. Fa ridere

Forse questa cosa vi stupirà, ma vi posso garantire che il Piccolo Principe può regalare diversi momenti davvero divertenti, sia per gli adulti che per i bambini.

La poesia si trasforma in una divertentissima piece teatrale quando il bambino atterra sui sei pianeti extra-terrestri ed incontra altrettanti personaggi (tanto paradossali quanto realistici) che vivono la loro vita dietro alle sbarre del loro ego.

Il personaggio che adulti e bambini troveranno probabilmente più divertente è quello del vanitoso, un uomo chiuso nel suo mondo alla costante ricerca di adulazioni e di adulatori. Quest’uomo chiede al piccolo principe di battere le mani, così che lui si senta adulato e si possa più volte togliere il cappello per ringraziare.

Il piccolo principe è divertente - Il vanitoso

Una gag fondata sul paradosso e la ripetizione, che ricorda quelle che erano state messe in scena dal grande Antonio de Curtis (Totò) o dei più moderni personaggi creati del genio di Marcello Macchia (Maccio Capatonda).

Vi consiglio di vedere la trasposizione cinematografica di questo personaggio realizzata dal regista Mark Osborne nel film in animazione del 2015, davvero divertente! Peccato che in Italia il doppiaggio sia stato affidato ad Alessandro Siani, con un risultato, a mio avviso, non all’altezza dell’originale. Scopri gli altri personaggi del Film.

6. Fa Piangere

Il piccolo principe non è un libro tragico o con eventi particolarmente sconvolgenti, ma è in grado di regalare una commozione profonda e contenuta, che rimane nella memoria.

Tutto il racconto è permeato da una forte malinconia e regala un’emozione generata dalla bellezza del creato: lo spazio, le stelle, il deserto, gli animali e gli uomini ci emozionano e ci lasciano in un stato di quieto stupore.

Poi si apre il tema della morte, che viene vissuta dai personaggi con accettazione e che lascia il lettore in una stato emotivo “di pieno e di vuoto”, allo stesso tempo.

Alla morte del piccolo principe, tutti i lettori, genitori e non, vedranno questo bimbo dai riccioli d’oro sparire improvvisamente dalla loro vista e, proprio come l’aviatore, inizieranno già a sentirne la mancanza, desiderando di rincontrarlo al più presto, in questa o nella prossima vita.

7. Può essere letto a tutte le età

Il Piccolo principe parla di un viaggio ed è esso stesso un viaggio; perché vi chiederete voi? Perché ogni volta che lo si legge, fornisce nuovi contenuti e nuove verità; non vi stupite se la prima volta non vi arriverà dritto al cuore, perché è profondo come un tunnel, e non ci si può aspettare di ritrovarsi dall’altra parte di un percorso senza percorrerlo.

Il piccolo principe può essere letto dai bambini di qualsiasi età, senza la necessità che lo comprendano tutto appieno; ma non temete, perché qualcosa rimarrà in memoria da qualche parte, finché non si presenterà una nuova occasione di rileggerlo e comprenderlo ancora meglio.

Proprio come è successo a me. Uno dei temi del libro è quello dell’accudire, che racconta come ci sia bisogno di pazienza per far crescere una rosa o per far durare una amicizia o un amore. Il mio consiglio? Accudite questo libro con pazienza e fatelo crescere dentro di voi proprio come una piantina. Scopri di più sull’età consigliata.

8. Puoi dire di averlo letto

Anche questa vi potrà sembrare una motivazione banale e forse lo è. Ma stiamo parlando di un libro che ha avuto un successo senza paragoni nella storia ed è stato tradotto in 300 lingue, diventando il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia ed il Corano. Se qualcuno vi parlerà del Piccolo Principe, potrete condividere la vostra opinione e dimostrare di aver letto un classico della letteratura così celebre e discusso.

9. Potrai gustarti meglio il Film

Come potete immaginare, questo classico ha avuto un successo tale che più di un regista ha tentato di portarlo sullo schermo.

La prima delle due trasposizioni più celebri e meglio riuscite è quella del 1974 di Stanley Donen con Gene Wilder.

il piccolo principe -scena del film 1974

Il film è un incantevole musical che riesce a conservare tutta la magia del libro, aggiungendo molti elementi originali ma ben integrati.

La seconda versione è il film in CGI (animazione generata al computer) di Mark Osborne uscito nel 2015, di cui consiglio la visione sia ai bambini che agli adulti. Se ti può interessare guarda la recensione e la trama del film del Piccolo Principe del 2015 o acquista il DVD.

il piccolo principe - film 2015 - copertina

Nonostante questi film siano perfettamente riusciti e possano esser visti anche da chi non ha mai letto il libro, se deciderete di leggere le pagine del Piccolo Principe, avrete la possibilità di vederli sotto una luce totalmente diversa e di capirli ancora meglio.

10. Potrai raccontare la storia ad un Bambino

Non è raro che i bambini ci chiedano di raccontargli una favola e a volte potrebbe essere noioso ritornare sempre sui soliti titoli.

Se invece avrete letto questo libro, potrete raccontare qualcosa di nuovo, che vi darà l’occasione di affrontare dei temi che non sono sempre presenti in tutte le favole. Fortunato il bambino che si addormenterà ascoltando questa favola senza tempo.


La Migliore edizione


Fino ad oggi mi sono capitate tra le mani 3 edizioni del Piccolo Principe e devo dire che la migliore che mi sia capitata è quella della Newton Compton Editori (Guardala su Amazon). Ecco perchè:

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I 5 grandi insegnamenti del Piccolo Principe


Come ho già detto, Antoine De Saint-Exupéry ha riempito questo libro di un’infinità di perle di saggezza; in questo articolo ho deciso di portare alla vostra attenzione i 10 insegnamenti che personalmente mi hanno maggiormente colpito.

1. La perseveranza

Questo è un valore che si comprende da adulti, quando si realizza che ogni traguardo umano è stato frutto non tanto di un grande talento, ma più che altro di una grande perseveranza. Insomma, vietato abbandonare!

Pochi se ne sono accorti, ma il libro contiene due grandi abbandoni: il primo avviene quando l’aviatore decide di non disegnare più, perché ferito dalle parole degli adulti ed il secondo avviene quando il piccolo principe abbandona la sua rosa a causa di un semplice battibecco.

Come avviene nella vita di ogni persona che abbandona un obiettivo o un sogno, si troverà prima o poi a scoprire che l’abbandono è stato frutto di una valutazione sbagliata ed affrettata.

Non a caso, appena il piccolo principe si è messo in volo lasciando il pianeta, la rosa sta già porgendo le sue scuse e pregando il bambino di tornare indietro che però ha ormai spiccato il volo.

Nel secondo caso, invece, l’aviatore scopre che erano stati gli adulti a non essere in grado di capire il suo disegno, che può essere invece capito ed apprezzato da un bambino.

2. L’essenziale è invisibile agli occhi

Una delle grandi verità di questo libro: noi uomini, per essere felici, abbiamo bisogno davvero di poco; quel poco che è invisibile agli occhi. Se gli uomini capissero questo semplice concetto, il nostro pianeta si trasformerebbe in un piccolo angolo di paradiso.

Non sono importanti, dunque, gli averi e il denaro, ma l’amicizia e l’amore.

Quando si pensa a questo frase, si pensa sempre alle parole della volpe proferite nel XXI capitolo. Ma sono diversi i passaggi in cui, anche in altre forme, si parla di essenzialità.

il piccolo principe e la volpe - l'essenziale è invisibile agli occhi

L’aviatore, ad esempio, era convinto di non saper disegnare, ma improvvisamente si rende conto che disegnando un piccola gabbietta per una pecora è riuscito a far contento un bambino. Lo stesso bambino che, per essere felice, non ha bisogno che di una pecorella e la sua rosa.

il piccolo principe - la pecora e la gabbietta

In questo passaggio, l’autore ci racconta quanto a volte sia necessario tentare perché poi i risultati verranno da sé. Come dice il detto inglese, “Less is more” (meno è di più). Anche accontentarsi, dunque, è un sinonimo di essenzialità.

Se spiegate questo passo ad un bambino, fategli sentire la famosa canzone “Lo stretto indispensabile“, cantata dall’orso Balù ne “Il libro della Giungla e ragionate con lui sul significato. Ti bastan poche briciole…🎵😀

3. Il valore di amare e prendersi cura di qualcosa e qualcuno

La volpe che appare nel capitolo XXI, è uno dei personaggi più importanti del racconto e chiede al bambino di essere addomesticata, cerando così di creare un legame di amicizia.

Prendersi cura di qualcosa o di qualcuno vuol dire diventarne responsabili e regalargli un po’ della propria vita.

Ed è quello che fa il piccolo principe all’inizio del suo viaggio: cerca di accudire ed amare la sua bellissima rosa, annaffiandola ogni giorno e proteggendola dal vento.

il piccolo principe annaffia la sua rosa

La rosa dunque si trasforma da semplice ed egoistico mezzo per abbellire un giardino ad un destinatario d’amore; non più ricevere, ma dare.

L’atto di amare ed accudire equivale a diventare un’unica cosa con il mondo circostante, che coincide com il fine ultimo di tante dottrine spirituali: tornare ad essere un’unica coscienza con il creato.

Se la tematica vi interessa, vi consiglio di dare un’occhiata alla recensione de Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, dove l’elemento naturale ricopre lo stesso ruolo salvifico.

4. L’Amore e la Sofferenza

Intorno al legame fra il piccolo principe e la rosa, si sviluppa il tema centrale del rapporto fra amore e sofferenza; so che la citazione potrebbe sembrare banale, ma non a caso uno dei più celebri detti sull’amore recita: “non c’è rosa senza spine“. Il detto descrive bene la contrapposizione fra la bellezza di questo fiore ed il prezzo da pagare se lo si vuole cogliere.

La rosa e le sue spine nel piccolo principe

Ed il tema dell’amore e delle spine torna in maniera incredibilmente palese in una delle più potenti immagini della storia che possano essere evocate: la passione di Cristo. Gesù infatti, nell’atto di estrema sofferenza e con la corona di rovi sul capo, dona la sua vita ed il suo amore al genere umano.

Nel capitolo XXI, la volpe dice al piccolo principe che, una volta addomesticata, soffrirà quando lui non sarà presente; “Allora non ci guadagni nulla (dalla loro amicizia)” le chiede il bambino. La volpe risponde “Ci guadagno grazie al colore del grano“. Con questo la volpe intende che ogni volta che guarderà un campo di grano si ricorderà dei capelli biondi del piccolo principe.

5. Le apparenze

Parlando di essenziale non si può non parlare dell’altra faccia della medaglia: le apparenze.

Sono molti i momenti del racconto in cui Saint-Exupery parla di apparenza e cioè di “forma vuota“.

Basti pensare al celebre astronomo turco che nel 1909 aveva scoperto il pianeta B 216 (dove abitava il piccolo principe) e al quale nessuno aveva inizialmente dato credibilità per il modo in cui era vestito.

Nel 1920, l’astronomo ripeté la sua presentazione con un abito molto elegante e questa volta tutti gli diedero ragione.

il piccolo principe - l'astronomo turco prima e dopo
L’astronomo Turco, scopritore del Pianeta B 612

Anche se in un’altra forma, si parla di apparenze anche quando il re del primo pianeta, nel desiderio di esercitare il suo potere, dà ordini senza senso o quando l’uomo d’affari sul quinto pianeta si atteggia a “uomo serio ed impegnato”, quando invece non sta facendo niente di realmente concreto.


La spiritualità nel Piccolo Principe


Quando ho riletto il libro da grande mi sono accorto di qualcosa che ad una prima lettura non avrei mai potuto cogliere: questo libro è un piccolo trattato di spiritualità.

Il libro, infatti, è ricco di argomenti che si possono trovare nel pensiero dei più grandi maestri spirituali di ogni tempo, da Buddha al contemporaneo Eckhart Tolle. Vediamo in che modo il Piccolo Principe ci parla di spiritualità. Se l’argomento vi interessa vi consiglio di leggere Un nuovo mondo di Eckart Tolle.

Eckhart Tolle - scrittore e autore di Un nuovo mondo
Eckhart Tolle – Autore di Un Nuovo Mondo – Guarda su Amazon

1. Il tema dell’Ego

L’ego è uno dei temi centrali in ogni trattato di spiritualità e consiste in un insieme di processi mentali ed emotivi in grado di oscurare la nostra coscienza e non permetterci così di entrare in contatto con la nostra vera essenza e trovare la felicità. L’ego è una prigione che ci chiude nel nostro piccolo mondo, una prigione che erigiamo con l’intento di proteggerci, ma che finisce per distruggere la nostra vita.

Non a caso Saint-Exupéry fa vivere tutti i suoi personaggi su piccoli pianeti, che non sono altro che una perfetta metafora di quella prigione esistenziale di cui parlavamo.

Sono tanti, forse tutti, i romanzi che girano intorno al tema dell’Ego e se l’argomento vi interessa vi consiglio di leggere la recensione che ho scritto su La Storia Infinita di Michael Ende, che racconta il viaggio di un piccolo eroe, Bastiano Baldassarre Bucci, che si scontra proprio contro l’emergere imperioso del suo ego.

il piccolo principe - il pianeta del re metafora dell'ego
I piccoli pianeti come metafora dell’Ego

2. Coscienza e Presenza

Il nostro viaggio spirituale comincia quando iniziamo a capire ciò che siamo veramente e a fare una distinzione fra la nostra forma e la nostra essenza.

Il miglior mezzo per raggiungere questo obiettivo è la meditazione, uno stato “senza tempo” in cui la nostra coscienza si distacca dal pensiero (la nostra finta identità) focalizzandosi su se stessa o sulle bellezze del creato.

Sono molti i passi del piccolo principe in cui sembra che De Saint-Exupéry ci voglia invitare ad essere “presenti”, mettendo da parte il pensiero.

L’immagine del piccolo principe che si perde nella contemplazione di 44 tramonti in una sola giornata è senza dubbio un grande esempio.

il piccolo principe guarda 44 tramonti in una sola notte

Troviamo questo tema anche nel XXII capitolo, in cui il bambino incontra il deviatore di treni che gli racconta come questi mezzi di locomozione siano pieni di adulti che dormono (non presenti a se stessi) e di bambini che guardano fuori dal finestrino, affascinati dai paesaggi incantevoli.

Quando il piccolo principe chiede al deviatore perché questi uomini viaggino da un posto all’altro, l’uomo gli risponde: “Non si è mai contenti di dove si sta“. Una frase che ci fa capire quanto la nostra mente e i nostri desideri siano sempre altrove, cosa che non ci permette di essere presenti e dunque di essere felici.

Se avete dei bambini, vi consiglio di iniziare ad affrontare questo importante tema legato al tempo già all’età di 6 anni ed il momento migliore è proprio quello in cui dovrete insegnare come si legge l’orologio.

3. Le Parole e il Silenzio

Quando lessi per la prima volta il piccolo principe (probabilmente verso i 20 anni), non mi ritenni una lettore completamente soddisfatto e la cosa che più mi infastidiva erano i silenzi del piccolo principe. Non mi piaceva il fatto che questo bambino non rispondesse alle domande dell’aviatore e mi sembrava un espediente di basso livello per conferire al personaggio un’aurea mistica e di mistero che poi in fondo non si meritasse.

A quell’epoca credevo che il mondo avesse bisogno di valanghe di parole, precise e sincere, per risolvere i suoi problemi; e mi viene in mente la famosa scena del film “Palombella Rossa” (1989) in cui Nanni Moretti, in uno scatto d’ira, recita la celebre battuta: “Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”.

Nanni Moretti  - Le parole sono importanti - Palombella Rossa 1989

Nanni Moretti, aveva ragione, ma ciò che si era dimenticato di sottolineare è che non solo bisogna scegliere bene le parole, ma bisogna sceglierne poche.

Come dice la volpe, infatti, “Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono fonte di malintesi


Come Spiegarlo ai Bambini


Prima di spiegarlo ai bambini, dovrete essere certi di aver compreso per primi la profondità di questo racconto. Se così sarà vi accorgerete che non avrete problemi a raccontare e spiegare questa bellissima storia. Ma ci sono comunque alcuni consigli che vi voglio dare.

  • Prima di leggere il libro, anticipate al bambino che leggerete insieme un racconto speciale e raccontategli alcune curiosità, come il fatto che il piccolo principe sia il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia ed il Corano. I bambini amano i “Guinness dei Primati“.
  • Scegliete un momento e un posto importante per leggerlo insieme, come ad esempio la sera sotto una tenda per bambini.
  • Guardate con attenzione le immagini è analizzatele insieme. Chiedete al bambino quale preferisce e perché. Se il bambino è ancora in età prescolare, potete optare per il libro in versione pop-up, con delle bellissime immagini in 3D che escono dal foglio, edito da Bompiani. Un regalo perfetto per bambini di 5 anni.
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  • Chiedete al bambino se ha fatto esperienza nella sua vita di ciò che accade nel libro. Potreste ad esempio chiedergli se ha mai incontrato un vanitoso o una persona che vuole comandare su tutti, come il re del primo pianeta.
  • Uno dei grandi protagonisti è lo spazio e le stelle; rendete il racconto più interessante fornendo al bambino delle curiosità astronomiche. Spiegategli ad esempio cos’è la velocità della luce, cos’è l’orbita di un pianeta e quanto ci vorrebbe per andare dalla terra al sole prendendo un aereo li linea (19 anni).
  • Dopo aver letto il libro fate in modo che il bambino lo rielabori, guardando prima il film d’animazione del 2015 e poi il film in live-action del 1978. Entrambi molto carini.
  • Per permettergli di riflettere sulle immagini, scaricate e stampate i disegni che trovate in fondo alla pagina e fateglieli colorare secondo i propri gusti. Vai ai disegni da stampare e colorare.
  • Se il bambino ama il personaggio, potreste proporgli di indossare questo costume di carnevale incredibilmente fedele all’originale. Di certo sarebbe il travestimento più originale della festa.

Età consigliata


Generalmente, la lettura del Piccolo Principe è consigliata dagli otto anni in su e con il sostegno di un adulto che aiuti il bambino a capire ed elaborare alcuni passaggi importanti.

In alcuni casi, una prima lettura può essere già effettuata dai 5-6 anni, dando però la precedenza alle immagini. Il genitore, in questo caso, può partire dalle illustrazioni e raccontare la storia a parole sue, leggendo di tanto in tanto le parti di testo che ritiene più adatte all’età.

Alcuni genitori potrebbero avere difficoltà a trovare la giusta chiave per spiegare ai bambini un aspetto in qualche modo delicato che riguarda la conclusione del libro e cioè il fatto che il piccolo principe perda la vita in una modalità che potrebbe sembrare molto vicina a quella di un suicidio.

È importante adattare questo passaggio all’età e alla sensibilità del bambino, con la possibilità di conferirgli un’aurea più magica e fiabesca che esistenziale. Vi può venire in aiuto il fatto che, fino a prova contraria, il piccolo principe sia un alieno e che dunque, grazie ad un potere speciale, possa abbandonare il suo corpo per raggiungere il suo pianeta.

Per concludere, diciamo che il piccolo principe è un regalo perfetto per un bambino di 8 anni, ma può essere letto a tutte le età.

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Scopri 20 libri da regalare ad un bambino di 8 anni oppure 9 anni


Frasi Celebri


  • “Un Giorno ho visto il sole tramontare 44 volte (…) Sai, quando si è tristi si amano molto i tramonti” – Il Piccolo Principe
  • “Bisognerà pure che sopporti due o tre bruchi se voglio conoscere le farfalle” – La Rosa
  • “Se riesci a giudicare bene te stesso, vuol dire che sei un vero saggio” – Il Re
  • “Si è soli anche tra gli uomini” – Il Serpente
  • “Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono fonte di malintesi.” – La Volpe
  • “Va di nuovo a guardare le rose. Capirai che la tua è unica al mondo (…)” – La Volpe
  • “Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. – La Volpe
  • “Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna guardare con il cuore” – Il piccolo principe
  • “Se ami un fiore che si trova su una stella, è dolce la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite”. – Il piccolo principe
  • “Poiché abiterò su una stella, e lassù riderò, quando guarderai il cielo la notte, per te sarà come se tutte le stelle ridessero (…)”

Disegni da Stampare e Colorare in PDF


Colorare i bellissimi acquarelli realizzati da Saint-Exupéry può essere una bellissima attività da fare in casa per permettere ai bambini di rielaborare il libro letto ed osservare le immagini con più attenzione. Potete scaricare il PDF per mezzo del bottone download, ma vi consigliamo di leggere prima la guida che abbiamo realizzato per voi in basso. Vi ricordo, infine, che potete trovare libri da colorare e altri gadget a tema nell’articolo in cui vi proponiamo le 40 migliori idee regalo del Piccolo Principe.

copertina il piccolo principe da colorare

Guida al Download e alla Stampa

  • Stampare il file PDF per mezzo del bottone “download
  • Le immagini contenute sono ad alta risoluzione dunque è possibile stamparle su formati anche più grandi del classico foglio A4.
  • Se avete la possibilità, stampare le immagini su fogli con una grammatura superiore a quella standard
  • È possibile aumentare o diminuire la grandezza delle immagini per mezzo del software di stampa.

Per concludere vi ricordiamo che questi disegni da stampare e colorare sono quelli originali che realizzò l’autore del libro Saint-Exupéry nella prima metà del ‘900. Il loro valore è dunque inestimabile. Colorateli con cura 😊❤


Riassunto Breve

Un aviatore precipita con il suo aereo nel deserto del Sahara, dove improvvisamente fa un incontro inaspettato: un bambino dai riccioli d’oro.

I due fanno amicizia e il piccolo principe racconta all’aviatore il suo lungo viaggio per arrivare sulla terra.

Il bambino arriva infatti da un piccolo pianeta chiamato B 612 dove ha lasciato una rosa di cui si è innamorato, ma con la quale ha avuto una discussione.

Durante il suo viaggio, il piccolo principe atterra su 6 pianeti diversi dove incontra 6 personaggi che rappresentano alcuni archetipi umani: un re avido di potere, un ubriacone, un vanitoso, un uomo d’affari, uno studioso ed un lampionaio.

Il bambino arriva poi sulla terra dove fa due incontri particolarmente importanti: un serpente che gli propone di fuggire dai dolori della vita grazie al suo morso fatale e una volpe che gli chiede di essere addomesticata e gli insegna il valore dell’amore e dell’amicizia.

Sul pianeta terra il piccolo principe scopre che nonostante esistano altri milioni di rose, quella che lui ha accudito è la più bella.

Tra il bambino e l’aviatore nasce così un grande amore e dopo una lunga marcia sotto le stelle, trovano la salvezza grazie ad un pozzo d’acqua. In seguito l’uomo riesce poi a riparare il suo velivolo per ricominciare il suo viaggio.

Il bambino, non sapendo come tornare sul suo pianeta, accetta di farsi mordere dal serpente, abbandonando per sempre il suo corpo fisico.

In conclusione, l’uomo pensa che non potrà mai più vedere le stelle come le vedeva prima, perché ogni stella sarà come un piccolo sonaglio che gli ricorderà la risatina del suo piccolo principe.


Riassunto Completo

Un pilota di arei precipita nel deserto del Sahara e, mentre cerca di riparare il suo velivolo, fa un incontro davvero inaspettato: si ritrova davanti ad un bambino dai riccioli d’oro e con una sciarpetta al vento.

Il bambino, invece di preoccuparsi per la situazione di emergenza, chiede all’aviatore di disegnargli una pecora; la richiesta è però diretta ad un uomo che ha ormai smesso di disegnare, poiché da piccolo è stato ferito da alcuni adulti che non avevano apprezzato una delle sue creazioni.

L’uomo aveva infatti disegnato un boa con una grande gobba, poiché aveva appena ingurgitato un grosso elefante, ma gli adulti l’avevano scambiato per un semplice cappello.

il piccolo principe - l'elefante dentro al boa

L’aviatore decide di non disegnare la pecora, ma il suo “boa con gobba”; l’unica cosa che aveva disegnato fino ad allora.

Il bambino, grazie al suo animo puro, riconosce subito che si tratta di un pitone che ha appena ingurgitato un elefante, ma insiste nel richiede che gli venga disegnata una pecora.

L’aviatore prova a disegnare la pecora, ma il piccolo principe gli chiede più volte di rifare il disegno, perché alcuni dettagli non lo convincono. Alla fine l’uomo decide di disegnare una scatola, dicendo al bambino che all’interno è nascosta la sua pecora. Il bambino si rivela sorprendentemente soddisfatto del disegno e dice “È esattamente quello che volevo!”

Da quel momento i due personaggi iniziano a conoscersi ed il pilota scopre che il bambino è un piccolo alieno, proveniente da B 612, un pianeta così piccolo che può essere abitato da una sola persona e sul quale avvengono ben 44 tramonti al giorno.

Il piccolo principe passava le sue giornate a svolgere 3 attività diverse che lo rendevano felice: guardare i 44 bellissimi tramonti del pianeta, sturare i vulcani per mantenerli sempre puliti e sradicare dal terreno i semi di baobab, una pianta potenzialmente infestante.

il piccolo principe pulisce i vulcani del pianeta B 612

Succede però che un giorno, a spuntare dal terreno non sia una pianta di Baobab, ma una bellissima rosa; unico esemplare su quel pianeta e fino a quel momento sconosciuta al Piccolo Principe.

Fra il bambino e la rosa, nasce un rapporto di amore e fiducia reciproca, fino a quando la rosa non inizia a richiedere troppe cure ed attenzioni. I due iniziano a battibeccare, fino a quando il bambino non decide di approfittare di uno stormo di uccelli passeggeri per abbandonare la rosa ed il suo pianeta.

Quando il Piccolo Principe racconta all’aviatore della sua rosa, si rende conto che potrebbe venir divorata dalla pecora disegnata dall’uomo. L’aviatore, per rincuorarlo, gli promette che le avrebbe disegnato una museruola, così che non avrebbe potuto mangiare la sua amata rosa.

Il piccolo principe, inizia così un viaggio durante il quale atterra su 6 pianeta diversi, ciascuno dei quali è abitato da una sola persona.

Sul primo pianeta incontra un re avido di potere che non cerca altro che dare ordini. Sul secondo pianeta incontra un vanitoso che non cerca altro che lusinghe; sul terzo pianeta invece un ubriacone che beve per dimenticare di bere. Sul quarto pianeta incontra un uomo d’affari che pensa di possedere tutte le stelle e non fa altro che contarle tutto il giorno. Il quinto pianeta invece è così piccolo che i giorni durano un solo minuto ed è abitato da un lampionaio che non fa altro che accendere e spegnere un lampione ogni volta che il sole sorge e tramonta.

Il Piccolo Principe finisce poi il suo viaggio atterrando sulla Terra, nel deserto del Sahara, ed il primo incontro che fa è quello con un serpente. L’animale spiega al bambino che, nonostante sia grande quanto un dito, sia allo stesso tempo più potente di un dito di un re. Con un semplice morso ha infatti il potere di togliere la vita alla sua preda e risolvere ogni problema ed ogni enigma in una sola volta. Il serpente dice al bambino che qualora si stancasse di vivere, potrebbe aiutarlo a porre fine alle sue sofferenze.

Iniziando a perlustrare il deserto, il bambino incontra poi un giardino di rose e scopre che il fiore che ha lasciato sul suo pianeta non era unico come pensava e, nella disperazione, scoppia in lacrime.

Il piccolo principe incontra poi una volpe in cerca d’amicizia e che vuole essere addomesticata. L’animale chiede al bambino di vedersi ogni giorno e sempre allo stesso orario, così, già da un’ora prima, potrà iniziare a soffrire la sua mancanza.

il piccolo Principe e la volpe

Il piccolo principe chiede alla volpe cosa ci guadagnerà dall’amicizia se le porterà così tanta sofferenza e l’animale gli risponde che non esiste amore senza un po’ di dolore; addomesticare, spiega la volpe, vuol dire creare legami profondi e responsabili. Il dialogo si conclude con la volpe che confida un importante segreto al bambino: l’essenziale è invisibile agli occhi.

La volpe invita così il bambino a tornare nel giardino di rose e guardarle con gli occhi del cuore. Il bambino torna dalle rose e si rende conto della sua ricchezza, poiché il suo fiore è effettivamente unico rispetto agli altri.

Il Principe incontra altri due personaggi: un deviatore di treni ed un mercante di pillole per far passare la sete.

Il flashback del viaggio si conclude e la storia riprende all’ottavo giorno, da quando l’aereo era caduto. L’aviatore è disperato, poiché le provviste e l’acqua sono ormai terminate ed inizia a temere il peggio.

I due iniziano così una lunga marcia sotto le stelle fino a quando trovano un pozzo d’acqua, la loro salvezza. Questo pozzo riporta alla mente dell’aviatore una vecchia casa in cui abitava da piccolo ed in cui si diceva si nascondesse un piccolo tesoro, un elemento invisibile, che rendeva l’abitazione piena di fascino.

È in questo momento che l’aviatore realizza che la vera bellezza che risiede nelle cose è invisibile agli occhi. Ed anche il deserto, è un posto bello, perché, da qualche pate, nasconde un pozzo d’acqua.

il piccolo principe e il pozzo d'acqua

Una mattina l’aviatore si dirige verso il bambino per comunicargli che è riuscito ad aggiustare il suo velivolo e lo vede seduto su un muretto a parlare con un serpente velenoso, con il quale sta prendendo accordi per essere morso.

Il piccolo principe, sentendo la necessita di rivedere la sua piccola rosa, decide di andare incontro ad una morte che lui definisce “apparente” ed iniziare il viaggio di ritorno verso casa, abbandonato il suo corpo fisico. Il piccolo principe dice all’aviatore che incontrerà il suo destino durante la notte e gli chiede di non incontrarlo per non soffrire.

L’uomo confida al bambino che non lo vuole perdere e non vuole smettere di ascoltare la sua dolce risatina. Il piccolo principe ricorda all’uomo che non morirà e che quando guarderà le stelle, sarà come se tutte le stelle ridessero in una sola volta.

Lui, a sua volta, guarderà le stelle, che sembreranno tanti pozzi d’acqua che produrranno il rumore di una carrucola arrugginita.

L’aviatore, durante la notte, sceglie di andare a trovare il piccolo principe, quando ormai il serpente ha infilato i denti nella sua caviglia. È in questo momento che il principe cade sulla sabbia, abbandonando per sempre il suo corpo.

L’aviatore si ricorda in quel momento di aver dimenticato di disegnare la museruola per la pecora, ed inizia a soffrire al pensiero che quest’ultima possa aver mangiato la rosa.

L’uomo conclude il racconto dicendo che non guarderà più il cielo con gli stessi occhi e fa una richiesta esplicita ai lettori: se un giorno capiterà loro di trovarsi nel deserto del Sahara e di vedere un bambino dai riccioli d’oro che ride e a volte non risponde all domande, quello sarà il Piccolo Principe. E conclude “Siate gentili! E non mi lasciate così triste: scrivetemi subito che è tornato”.

Conclusioni

Spero che questo articolo vi abbia aiutato in qualche modo a capire cosa questo piccolo principe abbia da offrirvi. Per domande e richieste di qualsiasi tipo mi potete contattare per mezzo della pagina contatti.


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