Alice nel Paese delle Meraviglie | Riassunto per Capitoli

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In questa pagina troverete un riassunto completo e dettagliato dei 12 capitoli che compongono il celebre libro di Lewis Carrol “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”. Alla fine troverete anche un riassunto breve e conciso che vi aiuterà ad avere una idea della storia in maniera sommaria. Se volete approfondire, vi consiglio di leggere anche l’analisi dei personaggi. Buona lettura.

Menu: Capitolo 1, Capitolo 2, Capitolo 3, Capitolo 4, Capitolo 5, Capitolo 6, Capitolo 7, Capitolo 8, Capitolo 9, Capitolo 10, Capitolo 11, Capitolo 12, Riassunto breve

TitoloLe Avventure di Alice nel paese delle Meraviglie
AutoreLewis Carroll
GenereFantasy per bambini
Prima pubblicazione1865
Pagine185 ( Edizione Feltrinelli – Traduzione Aldo Busi)
Età consigliataDagli 8 anni in poi (guarda altri libri per 8 anni)

Capitolo 1 – Nella tana del Coniglio

Alice è seduta su un prato vicino a sua sorella e sta cogliendo delle margherite per intrecciare una coroncina. Proprio quando la noia inizia a sorprenderla, vede passare davanti a lei un coniglio bianco che sembra correre chissà dove e in tutta fretta, tenendo tra le mani un orologio appena tirato fuori al suo taschino.

Alice decide di seguire il coniglio fin dentro a una grossa tana scavata nella terra, quando improvvisamente si ritrova a precipitare nel vuoto all’interno un lungo pozzo decorato con quadri, armadietti e carte geografiche. Durante la discesa Alice inizia a farsi domande su domande e pensa alla sua gatta Dinah che la aspetta a casa.

Dopo esser precipitata per lungo tempo, Alice finalmente cade su un mucchietto di foglie, proprio davanti a un lungo corridoio dove vede nuovamente sparire il coniglio bianco.

Alice si ritrova così in un grande atrio con tante porte che però non riesce ad aprire. Su un tavolino in vetro trova una chiave d’oro che però riesce ad aprire solo una porticina minuscola all’interno della quale lei non potrebbe mai passare. A quel punto Alice trova una bottiglietta con scritto “BEVIMI” che, non appena bevuta, la fa diventare alta 25 cm. La bambina ha però dimenticato la chiave sul tavolino che, essendo ormai troppo alto, non può più raggiungere. Alice trova così una torta con scritto “MANGIAMI” e in quattro e quattr’otto la divora.

Capitolo 2 – In un lago di lacrime

Alice inizia ad allungarsi come un telescopio fino ad arrivare ai tre metri di altezza, ma ora è troppo grande per passare per la porticina. Alice scoppia a piangere, quando improvvisamente vede di nuovo il coniglio bianco che vestito in maniera molto elegante borbotta fra se e se: Oh, la duchessa (…), sarà troppo furiosa che l’ho fatta aspettare”.

Il coniglio sobbalza e lascia cadere i suoi guanti bianchi e un ventaglio che Alice prontamente prende fra le mani. Alice inizia a piangere e dopo un po’ si accorge di essersi infilata uno dei piccoli guanti del coniglio: è diventata di nuovo minuscola e la chiave è rimasta sul tavolino.

Alice si ritrova a nuotare in un enorme lago salato che realizza essere stato creato dalle lacrime che ha versato. Alice, a questo punto, vede un topo che sguazza nell’acqua e cerca subito di avere un dialogo con lui; sbaglia però argomento e inizia a parlare della sua gatta Dinah. Il Topo sembra non gradire, ma Alice chiede scusa e conquista la sua fiducia. Il lago si riempie improvvisamente di animali strani tra cui un’Anitra, un Dodo, un Lorichetto e un Aquilotto. Alice nuota fino a riva.

Capitolo 3 – Carosello elettorale e codazzo di miserie

Arrivati sulla riva, gli animali iniziano un’accesa discussione per decidere come asciugarsi. Il Topo si impone su tutti e inizia a raccontare la noiosa storia di Guglielmo il conquistatore per fare in modo che tutti si sarebbero “seccati”. L’idea sembra però non funzionare e il Dodo propone di fare un “Carosello elettorale“: traccia una pista circolare per terra sulla quale gli animali iniziano a correre in cerchio per una buona mezzora, fino a quando non sono completamente asciutti.

Tutti gli animali si chiedono chi abbia vinto e il Dodo risponde che tutti sono vincitori e decide che i premi devono essere consegnati da Alice, che tira fuori dalla tasca una scatola di fruttini. Il Topo sostiene che anche Alice deve essere premiata e chiede alla bambina di tirare fuori dalla tasca qualche altro oggetto. Alice ha solo un ditale che consegna al Dodo, il quale, con un cerimoniale, riconsegna alla bambina per premiarla.

Mentre tutti sgranocchiano i fruttini, Alice chiede al Topo di raccontare perché odia gatti e cani e il Topo inizia un ‘altra lunga e noiosa storia (un codazzo di miserie). Il Topo accusa Alice di non seguire il suo racconto e se ne va borbottando indispettito.

Alice inizia così a raccontare agli animali alcuni aneddoti sulla sua gatta Dinah, ma anche gli uccelli sembrano aver paura dei gatti e, imbastendo qualche scusa, scelgono di andare via. Alice sente di nuovo un rumore in lontananza.

Capitolo 4 – Senza Billyetto non si può entrare

Alice vede così che il coniglio bianco è alla ricerca dei suoi guanti e del suo ventaglio. Lo aiuta nella ricerca, ma senza risultato. Il coniglio, scambia Alice per la sua colf e chiamandola Marianna gli ordina di andare alla ricerca di ciò che aveva perso.

Alice, entra così nella casa del coniglio per cercare i guanti e il ventaglio, quando trova una bottiglietta con scritto “BEVIMI”. Alice fa di conseguenza e si ritrova improvvisamente a essere enorme con la testa schiacciata sul tetto, un braccio fuori dalla finestra e un piede su per il caminetto.

Il coniglio cerca di entrare in casa, ma la porta è bloccata dall’interno dal piede di Alice. Decide così di entrare dalla finestra ma finisce per cadere all’interno di una specie di serra. Il coniglio chiede prima aiuto a Nanè e poi a Billy che si intrufola nel camino, ma viene scalciato fuori dal piede gigante di Alice.

Gli animali portano una carriola di ciottoli e iniziano a tirarli addosso ad Alice. Questi ciottoli ogni volta che cadono per terra si trasformano in pasticcini. La bambina decide di mangiarne uno e ritorna magicamente alle sue dimensioni normali. Uscendo dalla casa gli animali si scagliano addosso alla bambina che riesce però a darsela a gambe.

Alice incontra poi un cucciolo gigante che, desideroso di giocare con lei, rischia di farle male; la bambina riesce poi a scappare nel bosco dove si imbatte in un grosso fungo sul quale è seduto un bruco che fuma uno smisurato narghilè.

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Capitolo 5 – Larvato consiglio di bruco

Il bruco chiede ad Alice “chi sei tu“e Alice confessa che dopo una giornata di così tante trasformazioni non sa più rispondere alla domanda. Il bruco chiede spiegazioni, ma Alice risponde che non è in grado di darne. Il bruco torna alla domanda iniziale: “chi sei tu“, generando fastidio in Alice che fa per andarsene. Il bruco chiede ad Alice di tornare e chiede ulteriori spiegazioni.

Alice racconta che non riesce più a “far star fermi i ricordi” e lo dimostra recitando una filastrocca (Caro vecchio buon papà) di cui effettivamente sbaglia alcune rime e alcune parole.

Il bruco chiede ad Alice quanto vorrebbe essere alta e lei risponde che 7 cm non sono abbastanza e che vorrebbe essere “un po’ più alta”. Il bruco scende così dal fungo e, mentre si allontana, spiega alla bambina che un lato del fungo la farà diventare più grande e l’altra più piccola.

Alice prende due pezzettini dai lati del fungo e non appena ne assaggia uno, il suo collo inizia ad allungarsi in modo smisurato, fino ad arrivare tra le foglie di un albero. Qui incontra un piccione terrorizzato, che la accusa di essere un serpente che vuole divorare le sue uova. Alice cerca di convincerlo del contrario, ma senza risultati e, mangiando un altro pezzettino di fungo, riacquista finalmente le sue dimensioni normali. Alice si imbatte così in una casetta nel bosco e prima di entrare rosicchia un altro pezzetto di fungo per assicurarsi di essere della giusta altezza.

Capitolo 6 – Porco d’un pepe

Dal bosco spunta improvvisamente un valletto in livrea con le fattezze di un pesce che bussa alla porta della casa; ad aprire alla porta è un altro valletto in livrea, questa volta con le fattezze di una rana. Il primo consegna al secondo una lettera da parte della Regina contenente un invito per la Duchessa a una partita a croquet.

Alice si avvicina alla porta e sente provenire dalla casa delle urla e dei starnuti continui. La bambina chiede al valletto come entrare in casa ma riceve in risposta solo frasi senza senso. Alice sceglie di entrare nella casa e si ritrova in un’ampia cucina dove vede la Duchessa seduta su una sedia a cullare il suo bambino, senza smettere mai di starnutire. C’è poi una cuoca intenta a cucinare una minestra piena di pepe. Alice vede poi uno strano gatto che sembra sogghignare in continuazione, stranezza che la Duchessa giustifica con il fatto che si tratta di un gatto del Cheshire.

La cuoca, senza un motivo, inizia a lanciare tutto ciò che trova sotto mano, tra cui le molle del caminetto, delle casseruole, piatti e vassoi. Intanto la Duchessa va a prepararsi per la patita di croquet con la Regina e lascia il bambino ad Alice, che nota qualcosa di strano. Il pargoletto inizia a grugnire e si trasforma in un maiale che alla fine lascia la casa e se ne va verso il bosco; anche Alice lascia la casa.

Fuori dalla casa Alice incontra nuovamente lo strano gatto, che adesso è appollaiato su un ramo e gli chiede da quale parte deve andare. Il gatto gli indica due scelte: da una parte la casa di un Cappellaio e dall’altra quella della Lepre Marzolina, specificando che sono entrambi matti. Alice dice al gatto che non vuole incontrare nuovi matti, ma gli risponde che in quel luogo tutti sono fuori di testa, inclusi lui e la stessa Alice. Il gatto saluta la bambina dicendogli che si sarebbero visti alla partita di Croquet e svanisce nel nulla.

Alice si incammina poi verso la casa della Lepre Marzolina, i cui camini sono a forma di orecchie e il tetto è fatto di pelliccia.

Capitolo 7 – Un tè fuori di sé

Davanti alla casa, Alice vede la Lepre Marzolina e il Cappellaio che stanno prendendo un tè con i gomiti poggiati sulla testa di un ghiro addormentato. Da subito Alice si rende conto che i tre personaggi sono più matti di quello che si aspettasse: la Lepre Marzolina offre ad Alice del vino che però non c’è e il Cappellaio Matto le consiglia con un tono poco educato di tagliarsi i capelli.

Sempre il Cappellaio fa un indovinello alla bambina (che differenza c’è fra un corvo e un tavolino), ma poco dopo le rivela che nemmeno lui sa quale sia questa differenza.

È poi il turno del ghiro di raccontare una storia senza senso che ha come protagoniste tre sorelle che vivono in un pozzo e si dilettano a fare dei disegni con degli schizzi di melassa. Alice, davanti a tanta follia, decide di alzarsi e di andarsene. Si imbatte così in un albero con una porta che la conduce nuovamente nell‘atrio con il tavolino di vetro; qui prende la piccola chiave, morde un pezzetto di fungo e, una volta rimpicciolita, riesce a passare per la porticina che la conduce in un bel giardino con aiuole e fontane.

Capitolo 8 – Il Croquet della Regina

Vicino all’entrata del giardino c’è un grande albero di rose bianche e tre giardinieri con le fattezze di carte da gioco, che mentre bisticciano tra loro, dipingono tutte le rose di rosso. I giardinieri spiegano ad Alice che la Regina desiderava alberi di rose rosse, ma per errore sono state piantate rose bianche e è per questo motivo che ora devono rimediare per non essere decapitati.

Improvvisamente passa da quelle parti un corteo composto da dieci soldati armati di picche, dieci cortigiani, dieci infanti reali, gli ospiti e, infine dal Re e la Regina di cuori. Alice è l’unica che non si inchina al passaggio dei sovrani e la Regina, fermandosi davanti a lei, le chiede il suo nome. Poi la regina si accorge delle rose tinteggiate di rosso e, piena d’ira, ordina al boia di decapitare i giardinieri, ma Alice li nasconde dentro un vaso di fiori.

La Regina invita Alice a giocare a Croquet, ma il gioco si rivela una vera follia: invece delle mazze ci sono dei fenicotteri ingestibili, le palle sono dei ricci arrotolati e i soldati devono piegarsi a terra per formare degli archetti. In questo caos nessuno rispetta le regole e tutti gli elementi del gioco si spostano in maniera imprevedibile per fare in modo che la Regina vinca sempre.

Improvvisamente si materializza la testa del gatto che prima parla con Alice e poi provoca il Re rifiutandosi di baciare la sua mano. Il Re a questo punto chiede alla Regina di decapitare anche il gatto, ma il boia si oppone, poiché ritiene che non è possibile decapitare qualcuno se non ci sia anche un corpo dal quale staccare la testa!

A quel punto, Alice sostiene che la decisione spetti alla Duchessa, che però è stata imprigionata. Nel frattempo la testa del gatto del Cheshire scompare nel nulla, costringendo il Re e il boia ad andare in lungo e in largo per ritrovarla.

Capitolo 9 – La storia della Tartaruga d’Egitto

La duchessa, arrivata dalle prigioni, prende Alice sotto braccio e iniziano a passeggiare. Alice pensa che forse non è poi così male come le era sembrata al primo incontro, ma scopre che ha il brutto vizio di dover trovare una morale per tutto quello che racconta; una morale che si rivela immancabilmente senza senso.

Incontrano poi la Regina che ordina alla Duchessa di lasciare i giardini se non vuole essere decapitata. La Duchessa batte così in rapida ritirata.

La Regina chiede a un Grifone di mostrare ad Alice la Tartaruga d’Egitto. I due rimangono così da soli e il Grifone svela ad Alice che nessuno è stato mai giustiziato dalla Regina e che quest’ultima vive in un mondo di sola immaginazione. Incontrano così la Tartaruga d’Egitto che non fa che piangere tutto il tempo; anche lei vive di sofferenze che non esistono, sono solo immaginate.

La Tartaruga inizia a raccontare ad Alice di quando andava a scuola in fondo al mare e di tutte le lezioni che seguiva: Scoria dell’arte, Disdegno, Frittura su tela, Mareografia. E le parla poi delle quattro operazioni dell’aritmetica: ambizione, soggezione, mortificazione e derisione.

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Capitolo 10 – Le aragoste fan quadriglia

La Tartaruga d’Egitto continua il suo racconto parlando della quadriglia di aragoste, un curioso ballo che si svolge sulla spiaggia insieme a delle aragoste, appunto. Poiché Alice non lo conosce, il Grifone e la Tartaruga glielo mostrano, iniziando a ballare intorno a lei.

I due animali chiedono poi ad Alice di raccontargli la sua giornata e la bambina inizia a parlare del suo primo incontro con il Coniglio Bianco, del Bruco e della sua improvvisa incapacità di ricordare esattamente le parole delle filastrocche.

La Tartaruga comincia a cantare una nuova canzone intitolata “Il Brodo delle Star”, mentre il Grifone e Alice se ne vanno senza attendere la fine, per recarsi al processo.

Capitolo 11 – Chi ha sgraffignato le pizzette?

Quando Alice e il Grifone arrivano sul posto trovano la Regina e il Re seduti sul trono, il Coniglio Bianco con una tromba e un papiro in mano, il Fante incatenato, e un vassoio di pizzette su un tavolo.

Nella sala è presente anche una giuria di 12 animaletti tra cui c’è anche il ramarro Billy; tutti hanno in mano una lavagnetta e un gessetto rumoroso.

Mentre Alice inizia a riprendere le sue dimensioni normali, il Coniglio Bianco chiama il primo testimone, cioè il Cappellaio matto. Quest’ultimo trema dalla paura e non risponde in maniera sensata a nessuna delle domande del Re. Viene chiamato poi il secondo testimone, cioè la cuoca della Duchessa, che dopo qualche secondo di tumulto in aula, sparisce nel nulla. Per concludere viene chiamato l’ultimo testimone e cioè Alice stessa.

Capitolo 12

Alice, per l’emozione, si alza in piedi con una forza tale da rovesciare il banco dei giurati. Il Re chiede poi alla bambina cosa ne sa di tutta la faccenda delle pizzette rubate e lei risponde di essere totalmente estranea ai fatti.

Improvvisamente spunta una lettera non firmata che sembra esser scritta dal fante, ma che si rivela poi essere completamente senza senso. La Regina, non riuscendo a mettere insieme sufficienti prove della sua colpevolezza, chiede di far precedere l’esecuzione al verdetto.

Alice, ormai altissima, non ha più timore del Re e della Regina e si oppone a questa folle decisione. La Regina ordina così la decapitazione di Alice che ormai senza più paura urla: “Ma a chi credete di far paura voi? (…) Non siete altro che un mazzo di carte!”

Le carte a questo punto si gettano come uno sciame d’api addosso ad Alice che cerca di schiacciarle agitando le braccia. Proprio in questo momento, Alice si ritrova sdraiata sulla riva del fiume, con la testa sul grembo della sorella, che le sta togliendo dal viso le foglie cadute dagli alberi.

Alice racconta il suo sogno incredibile alla sorella, poi si alza e corre via per prendere un tè. La sorella rimane invece seduta pensando alle avventure di Alice, fino a quando non inizia anche lei a sognare. Sogna anche lei il Coniglio Bianco, il Topo nel lago, le tazze del tè, la lepre Marzolina, la Regina, il Ramarro e la Tartaruga. Infine si immagina Alice davanti a lei, ormai diventata donna, a raccontare le storie vissute a molti altri bambini.


Riassunto Breve

Alice è seduta su un prato a cogliere margherite quando inizia a rincorrere un coniglio bianco fino a dentro la sua tana. Precipita così in un lungo tunnel che la porta a cadere su un cumulo di foglie. Si ritrova poi in un atrio pieno di porte che però non riesce ad aprire.

Alice, dopo aver bevuto una pozione che la rende gigante scoppia in lacrime, generando un grande lago salato. Grazie a una torta magica diventa poi minuscola e si ritrova a nuotare nel lago insieme a un Topo e altri animali. La bambina, dopo aver discusso con loro, entra nella casa del coniglio bianco per cercare i guanti e il ventaglio che si era perso, ma a causa di una bottiglietta diventa ancora una volta gigante, occupando l’intera casa. Il coniglio e Billy gli tirano addosso dei sassi che si trasformano in pasticcini; ne mangia uno che la riporta alle sue dimensioni iniziali.

Alice torna nel bosco dove si imbatte in un grande bruco seduto su un fungo, che insiste nel chiederle chi lei sia. Alice, seguendo il consiglio del bruco, mangia i lati del fungo per modificare ancora una volta le sue dimensioni. Il collo di Alice inizia ad allungarsi a dismisura, terrorizzando un piccione parlante che pensa che lei sia un serpente.

La bambina arriva poi nella casa della Duchessa che si sta preparando per andare alla partita di croquet della Regina. Qui incontra anche una cuoca che sta preparando una minestra e il gatto dello Cheshire che ha sempre un ghigno in faccia. Alice si dirige poi alla casa della Lepre Marzolina, dove incontra anche il Cappellaio Matto e un Ghiro; tutti e tre danno ampio sfoggio della loro follia.

Alice passa poi attraverso una porticina e si ritrova nel giardino della Regina, dove tre giardinieri con le sembianze di carte da gioco stanno dipingendo delle rose bianche di rosso. La partita di Croquet inizia, ma si dimostra davvero fuori dagli schemi: le mazze sono dei fenicotteri, le palle dei ricci e nessuno rispetta le regole.

Alla fine Alice si ritrova a fare da testimone a un processo in cui il Fante di cuori è accusato di aver rubato un vassoio di pizzette. Vengono chiamati a testimoniare anche il Cappellaio Matto e la cuoca, ma senza esito. Alice sta diventando sempre più gigante e inizia a spaventare tutti gli astanti, fino a quando tutte le carte si scagliano contro di lei.

Alice improvvisamente si sveglia e si ritrova sdraiata sulle gambe della sorella che a sua volta si addormenta nuovamente e inizia a sognare tutto ciò che Alice aveva sognato.


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