Chi ha Inventato Halloween, Significato e Perché si Festeggia


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Foto di una bambina con una zucca di Halloween

Halloween, la festa più stregata e magica dell’anno si sta avvicinando e forse già ti starai chiedendo chi l’ha inventata e perché così tante persone, ogni anno, amano organizzare questo evento!

Alcuni la considerano una ricorrenza senza senso importata dall’America, altri una mera occasione per alimentare il consumismo dilagante, altri ancora giurano si tratti di una tradizione piuttosto antica che affonda le radici nella cultura celtica o forse ancora prima.

In questo articolo cercheremo di fare un po’ di ordine. Buona lettura!


Cosa significa Halloween e le origini della parola

Secondo questo articolo dell’Università di Reading, la parola Halloween deriverebbe da “All Hallows Even”, che si riferisce alla vigilia di Ognissanti, ovvero il 31 ottobre. Nel tempo, questo nome è stato abbreviato, perdendo “all”, “s” e “v” e di qui nasce “Halloween”. Ritroviamo questa parola anche in un poema di Robert Burns risalente al 1785.

Secondo l’antropologo Renato Cortesi, invece, l’origine potrebbe essere rintracciata nel racconto che ha come protagonista il personaggio Jack O’ Lantern, condannato a vagare per il mondo di notte, alla sola luce di una zucca scavata e intagliata. Dal momento che in inglese scavare si dice “hollow” e l’atto di scavare “hollowing”, l’origine potrebbe essere anche questa.

Chi ha inventato Halloween e perché si festeggia il 31 ottobre

Osservando le modalità consumistiche con cui questa festa viene rappresentata oggi non si può biasimare chi si chiede “chi” l’ha inventata, perché effettivamente la sensazione è che sia stata pensata a tavolino dal CEO di una qualche multinazionale in cerca di nuovi profitti. In realtà, però, la festa di Halloween affonderebbe le radici in tradizioni antichissime, e più che chiedersi “chi” è più giusto pensare a “dove” nasca.

Le origini di Halloween vengono solitamente rintracciate nelle tradizioni dei popoli Celti, nello specifico nella festa del Samhain, conosciuta anche come il capodanno celtico. Questa ipotesi è sostenuta da diversi studiosi e secondo il calendario celtico in uso allora, l’anno nuovo cominciava la notte tra 31 ottobre e l’1 novembre. Secondo Jean Markale, durante la notte di Samhain, il mondo dei morti si ricongiunge con quello dei vivi e viceversa perché “la morte non è che il mezzo di una lunga vita”.

La tradizione sarebbe poi stata esportata negli Stati Uniti dagli immigrati irlandesi, a seguito della cosiddetta Grande carestia irlandese che colpì l’isola intorno alla metà dell’Ottocento.

Ma come arriva in Italia? Molto probabilmente dopo il contatto tra i Romani e i popoli Celti durante l’epoca della conquista romana: l’obiettivo dei Romani era quello di evangelizzare le Isole Britanniche, ma non sempre ci riuscirono completamente e in quei casi cercarono di adattarsi, incorporando le loro tradizioni.

Halloween, quindi, non fu completamente cancellata, ma più che altro cristianizzata, tramite l’istituzione del giorno di Ognissanti il 1 Novembre e, in seguito, della commemorazione dei defunti il 2 Novembre. Potremmo quindi definire Halloween come il risultato dell’incontro tra cristianesimo e riti pagani, come afferma Regina Hansen, lettrice all’Università di Boston.

Rape o zucche? La leggenda di Jack della lanterna

Oggi pensiamo che la zucca sia il simbolo di Halloween per eccellenza, ma non lo è sempre stato. In principio, infatti, gli irlandesi non intagliavano le zucche, ma altri ortaggi e tuberi come le barbabietole, le patate e le rape. Si pensava che intagliare volti spaventosi su questi tuberi potesse spaventare e tenere lontano le anime dei morti.

L’utilizzo delle zucche si diffuse solo dopo che gli immigrati irlandesi arrivarono in America, qui infatti trovarono questo nuovo ortaggio, facile da intagliare e reperire.

In America, quando ci si riferisce alla zucca di Halloween la si chiama Jack o’ lantern, un nome che si ricollega ad un antico racconto popolare irlandese del XVIII secolo che ha come protagonista un certo Jack, un fabbro dedito ai guai e all’alcol. Esistono diverse versioni di questa storia, ma secondo quella più ricorrente, Jack riuscì ad ingannare il diavolo per due volte. Quando morì, però, si ritrovò rifiutato sia dal paradiso, sia dall’inferno. Il diavolo, così, ebbe pietà di lui e gli donò un tizzone di carbone per illuminare la sua lanterna di rapa, lasciandolo vagare per l’eternità.

Dolcetto o scherzetto?

Un’altra usanza tipica della festa di Halloween (oltre alla caccia al tesoro a tema Halloween) è che i bambini si mascherino e vadano in giro a bussare alle porte per chiedere dolciumi e caramelle. Questa tradizione sembrerebbe risalire al Medioevo, quando la gente povera, nella giornata di Ognissanti, andava di casa in casa a chiedere cibo, in cambio di preghiere per i defunti.

Questa pratica viene menzionata anche da Shakespeare nella commedia I due gentiluomini di Verona (1593) quando Schizzo accusa il suo padrone di «lagnarsi come un mendicante a Hallowmas (Halloween)».

Secondo i racconti di mia nonna, invece…

Secondo la cultura popolare pugliese e i racconti di mia nonna, nei primi del Novecento la notte del 31 ottobre si pensava che le anime del purgatorio lasciassero il cimitero e andassero a trovare i viventi. Per mostrare alle anime la via verso casa, si illuminavano le strade con dei piccoli falò o con delle zucche in cui si mettevano le candele.

Quella notte le porte di casa venivano lasciate aperte per dare la possibilità alle anime di entrare e mangiare qualcosa: una sorta di buffet veniva appositamente preparato per loro. Questa festa era un’occasione per stare insieme alla famiglia e ai vicini di casa, un modo per esorcizzare la paura della morte. Aspettando che la notte arrivasse, si mangiava tutti insieme per strada, su lunghe tavolate imbandite.

I bambini, naturalmente incuriositi ed eccitati all’idea delle anime dei morti in arrivo, giocavano con i lenzuoli e facevano finta di essere dei fantasmi.

Halloween oggi

Negli USA si spende molto di più di qualsiasi altro paese ad Halloween. La cifra per l’acquisto di costumi, caramelle e addobbi per la casa e giardino arriva ad un totale di 3.3 miliardi di dollari all’anno. Un importo a dir poco spropositato, alla faccia della fame nel mondo, insomma.

É evidente che oggi la festa di Halloween abbia perso quasi completamente il suo significato – come tante altre feste canoniche – e si sia trasformata in una ricorrenza vuota e consumista. Per non parlare di quando viene gratuitamente associata all’horror o alla violenza, niente di più sbagliato.

Halloween era, per i nostri antenati, un buon modo per esorcizzare la morte e mostrare rispetto per le anime dei defunti. Era un’occasione per stare vicini gli uni agli altri e riflettere insieme sul mistero della vita. Sarebbe bello se potesse tornare ad essere così, ma ho la netta sensazione che non succederà.

Conclusioni

Questo breve viaggio nel mondo della festa più misteriosa che ci sia è giunto al termine. Spero di avervi aiutato a capire qualcosa in più su questa tradizione e di aver stimolato la vostra curiosità.

In alternativa, potreste dare un’occhiata anche a come spiegare la festa di Halloween ai bambini oppure regali di Halloween per bambini. Per ulteriori domande, suggerimenti o per segnalare eventuali imprecisioni inviatemi pure un messaggio per mezzo della pagina contatti. Alla prossima ❣

Cris Venneri

Sono laureata in Scienze Linguistiche e della Traduzione alla Sapienza di Roma. Sin da piccola sono sempre stata attratta dall'arte e dalla natura. GiocaGiardino è un progetto che nasce da un profondo e radicato interesse verso il mondo dei bambini, della lettura e del gioco, unito all'intento di voler semplificare le scelte delle mamme e dei papà, attraverso una selezione attenta e coscienziosa dei prodotti consigliati. 

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