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Curiosità sul Natale | Perché si Fanno i Regali?

Perché si fanno i regali a Natale

Il 25 dicembre si avvicina, le luci colorate e le decorazioni natalizie adornano le strade e l’atmosfera è a dir poco magica. Anche il vostro albero di Natale è pronto e non vedete l’ora di riempirlo con pile di pacchetti colorati.

Il dono è uno dei simboli principali del Natale ed è un modo per dire agli altri quanto teniamo a loro; ma quali sono le origini di questa diffusa usanza?

Basandoci su alcune delle informazioni fornite dallo storico Andrew Hann dell’English Heritage, in questo articolo cercheremo di risalire alle origini di tale tradizione per capire meglio di cosa si tratta! Buona lettura ❣


Fare doni è una tradizione antica, che risale alla Preistoria

Popoli del Neolitico

Ebbene sì, potrà sembrare incredibile, ma scambiarsi dei doni era una pratica piuttosto comune nella Preistoria e serviva a un preciso scopo, ovvero a mantenere rapporti amichevoli e a costruire legami di fiducia tra i diversi gruppi.

Secondo gli storici, il solstizio d’inverno, che avveniva il 21 o il 22 dicembre, era una festività importante durante l’era del Neolitico. In questa occasione gli uomini si radunavano in posti come Stonehenge per celebrare insieme l’inizio dell’anno nuovo, banchettando e scambiandosi doni a vicenda.

La tradizione di scambiare regali per festeggiare l’anno nuovo può essere rintracciata anche durante l’epoca preromana. All’inizio di ogni anno, i druidi (sacerdoti) distribuivano rametti di vischio ai loro seguaci come augurio di buon anno. Sotto il dominio romano, questi doni divennero noti con il nome di strenae, ovvero strenne, dal nome della divinità Strenia, simbolo di prosperità e buona fortuna.

Inizialmente i doni più diffusi erano i rametti di vischio, ma in seguito si aggiunsero anche noci dorate o persino monete con l’effigie di Giano, il dio degli inizi, materiali e immateriali, e una delle divinità più antiche e più importanti della religione romana.

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I Saturnali, i festeggiamenti degli antichi Romani

I Saturnali dei Romani

I Saturnali erano la festività romana più popolare in assoluto e traevano ispirazione proprio dagli antichi rituali legati al solstizio d’inverno che abbiamo visto nel capitolo precedente. I festeggiamenti furono fissati da Domiziano: si svolgevano tra il 17 e il 23 dicembre e includevano anche lo scambio di doni.

In questo periodo di festa le classiche convenzioni sociali non venivano semplicemente eliminate, ma proprio capovolte: tutti, anche gli schiavi, avevano il diritto di festeggiare, senza temere i alcun modo il loro padrone. Scegliere il regalo giusto era essenziale e strettamente legato alla posizione e allo stato sociale.

I doni piccoli e di poco valore erano considerati manifestazione di grande stima nei confronti di un amico, mentre i presenti più costosi erano in generale poco apprezzati, perché venivano recepiti come un palese tentativo di voler piacere a tutti i costi.

Anche il poeta romano Marziale, nei suoi epigrammi descrive per lo più regali economici, come piccole figurine di cera, legno o argilla, dadi, tavolette, lucerne, pettini e addirittura stuzzicadenti!

Con l’arrivo del Cristianesimo la tradizione di scambiare doni per l’anno nuovo continuò, ma si allontanò dai tipici eccessi dei Saturnali per legarsi di più all’episodio biblico dei Re Magi.

La tradizione cristiana e la venuta dei Re Magi

La venuta dei Re magi

Nella tradizione cristiana i Re magi sono alcuni saggi astrologi che, secondo il Vangelo di Matteo, seguendo la stella cometa giunsero da Oriente a Gerusalemme per portare dei doni a Gesù, il “re dei Giudei”.

La descrizione dei Re magi che viene fatta nel vangelo di Matteo è estremamente scarna ed è stata la successiva tradizione cristiana ad aggiungere ulteriori dettagli: erano tre e si chiamavano Melchiorre, Gaspare e Baldassarre.

Per celebrare la nascita di Gesù questi tre personaggi avrebbero omaggiato il bambino appena nato con tre regali: l’oro, perché è un dono riservato ai re, l’incenso, perché è simbolo di divinità e la mirra, simbolo di mortalità.

L’apparizione a Betlemme dei Re magi si festeggia ogni anno nel giorno dell’Epifania, il 6 gennaio. Secondo alcune leggende, il viaggio dei Re Magi avrebbe coinvolto anche la Befana, un altro importante personaggio dell’immaginario natalizio (scopri cosa si regala ai bambini alla Befana).

La leggenda narra che non riuscendo a trovare la strada, i Re magi chiesero informazioni a una vecchietta, la quale indicò loro il cammino. I Re magi invitarono l’anziana donna a unirsi a loro, ma quest’ultima rifiutò. Una volta che i tre furono ripartiti, la vecchietta si pentì di non averli seguiti e decise di partire alla loro ricerca, con un sacco pieno di dolci. Non riuscendo più a trovarli, iniziò a bussare a ogni porta regalando a ogni bambino un dolcetto e sperando d’incontrare Gesù. Di qui la tradizione di regalare le calze della Befana ai bambini.

Sebbene le origini di questa storia non siano del tutto chiare, possiamo certamente affermare che riesce a unire due personaggi che hanno un elemento comune, ovvero il fatto che portano doni.

Il culto di San Nicola di Bari durante il Medioevo

Il culto di San Nicola si diffuse in Europa durante il Medioevo, diventando uno dei santi più popolari e conosciuti. Tutt’oggi si festeggia il 6 dicembre e probabilmente, il personaggio di Babbo Natale che tutti conosciamo si ispira proprio a questo vescovo.

La leggenda narra che, prima di diventare vescovo, questo personaggio si imbatté in una famiglia ricca caduta in miseria. Il padre, non potendo sopperire alle mancanze, avviò le sue tre figlie alla prostituzione. Nicola, per salvarle, decise di regalare loro tre palle d’oro, così che potessero smettere di prostituirsi.

Nei secoli, la figura del Santo vescovo di Bari (o di Myra) è stata legata all’immagine del vecchio che porta i doni ed è anche per questo il motivo per cui, ancora oggi, potreste imbattervi in rappresentazioni che vedono Babbo Natale indossare abiti vescovili.

L’arrivo del Babbo Natale della Coca-Cola

Oggi la consegna dei regali di Natale ai bambini è legata principalmente alla figura di Babbo Natale (qui potete dare un’occhiata ai migliori libri su Babbo Natale), un uomo anziano e di grossa stazza, vestito con una casacca, dei pantaloni e un cappello rossi, ornati da una pelliccia bianca.

A vestire Babbo Natale di rosso per la prima volta è stato il celebre fumettista politico Thomas Nast sul giornale Harper’s Weekly, intorno alla seconda metà dell’Ottocento.

Pubblicità della Coca-cola con Babbo Natale

Ciò non toglie che le campagne pubblicitarie della Coca-Cola abbiano, negli anni, contribuito fortemente alla diffusione dell’immaginario comune odierno legato a questo personaggio. Per approfondire, date un’occhiata all’articolo Perché Babbo Natale è rosso.

Una delle usanze più popolari legate alla figura del Babbo Natale odierno è certamente quella della letterina, (guarda 10 modelli di letterina a Babbo Natale da stampare gratis) grazie alla quale i bambini esprimono le loro preferenze riguardo i regali da ricevere. Non è raro, poi, che alcuni genitori decidano di consegnare i regali ai bambini in un modo più originale del solito, ovvero organizzando una caccia al tesoro di Natale.

In fine, c’è da dire che in alcune parti d’Italia, come Trentino, Udine, Bergamo e Brescia, a portare i regali è invece Santa Lucia, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre.

Per concludere…

Cari amici, siamo giunti al termine di questo articolo e speriamo che il nostro breve viaggio alla scoperta delle origini dei regali vi abbia chiarito un po’ le idee! In alternativa, potreste dare un’occhiata anche a come spiegare il Natale ai bambini, oppure a regali di Natale per bambini o ancora giochi di animazione per Natale. Se avete suggerimenti, domande o volete segnalare imprecisioni, contattateci tramite la pagina contatti. Alla prossima ❣


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