Ecco chi è Montessori, la pedagogista illuminata

Chi è Montessori

Se non avete mai sentito parlare di Maria Montessori e siete curiosi di sapere qualcosa in più sui cosiddetti principi montessoriani, siete decisamente atterrati sulla pagina giusta.

Nelle prossime righe vi spiegheremo brevemente chi era Maria Montessori e quali sono i principi alla base del suo metodo educativo.

Tutte le informazioni che troverete in questo articolo sono state reperite in un libricino per gli studenti del liceo delle Scienze Umane, parte della collana “La prospettiva pedagogica” e scritto da Ugo Avalle e Michele Maranzana.

Buona lettura!


Chi era Maria Montessori?

Gli studi scientifici e l’impegno femminista

Maria Montessori nasce a Chiaravalle nel 1870. La sua formazione scolastica, a indirizzo scientifico, si compie a Roma e nel 1896 si laurea in psichiatria. Subito dopo la laurea diventa assistente presso la clinica psichiatrica dell’Università di Roma e si occupa di bambini affetti da deficit cognitivi e del loro recupero. Allo stesso tempo si dimostra interessata alla questione femminile e nel 1896 partecipa al primo Congresso dell’International council of women a Berlino.

L’interesse pedagogico

I risultati del suo lavoro presso la clinica psichiatrica romana vengono esposti durante il primo Congresso pedagogico italiano nel 1898. Una delle conclusioni più importanti è che i bambini con deficit hanno fasi di crescita differenziate e di conseguenza necessitano piani di studio personalizzati. Negli anni a seguire diventa direttrice della Scuola Magistrale Ortofrenica, un istituto destinato alla formazione degli insegnanti di soggetti con difficoltà fisio-psichico-sensoriali. Tra il 1900 e il 1906 insegna antropologia e igiene nell’Istituto Superiore del Magistero di Roma e dal 1904 al 1910 è docente di antropologia nell’università di Scienze.

Le case dei bambini

La prima Casa dei bambini viene aperta nel 1907 nel quartiere San Lorenzo di Roma: un asilo per i figli degli operai residenti nelle case popolari. In questo posto Maria Montessori introduce una visione dell’infanzia rivoluzionaria, che sarà alla base della sua metodologia educativa. L’obiettivo principale di Maria Montessori era quello di creare una scuola nuova, una scuola che diventa non una casa “per i bambini”, ma “dei bambini”. In altre parole, un posto in cui i bambini si sentano liberi di sperimentare ed esprimere la loro intelligenza.

Il metodo e i principi

L’opera principale di Montessori, Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile viene pubblicata nel 1909 e riscuote un grande successo. In quest’opera Maria Montessori applica i princìpi e i metodi messi a punto per l’educazione dei bambini con deficit ai bambini normodotati dai 3 ai 6 anni. La pedagogia montessoriana si basa sulla constatazione che la scuola tradizionale opprime il bambino, a cominciare dall’ambiente: il banco lo obbliga ad una posizione di innaturale immobilità. Inoltre, il sapere non deve essere fornito dal maestro, ma creato autonomamente dal bambino che impara tramite l’esperienza e l’autoregolazione. Nel 1913 Montessori inizia a tenere corsi e conferenze sul suo metodo in tutto il mondo e diventa ispettrice delle scuole italiane che applicano il suo metodo; quest’ultimo è tenuto in considerazione da Giovanni Gentile nella stesura della riforma della scuola. Nel 1916 pubblica Autoeducazione nelle scuole elementari.

La chiusura delle scuole montessoriane

Dopo il 1930, quando l’Italia è ormai nel pieno del regime fascista, il consenso istituzionale nei confronti dell’opera di Montessori comincia a incrinarsi a causa sia dell’importanza che il suo metodo attribuisce alla libertà e sia del suo impegno a favore della pace. Così, nel 1934 la pedagogista lascia l’Italia per stabilirsi prima in Spagna, poi in Gran Bretagna e in Olanda.

Le opere scritte fuori dall’Italia

Nel 1936 pubblica Il bambino in famiglia, una guida per genitori e educatori, e nel 1938 Il segreto dell’infanzia, in cui tratta lo sviluppo del bambino da 0 a 6 anni. Nel 1939 si reca in India per formare gli insegnanti e vi rimane fino al 1946. Qui viene pubblicata La mente assorbente. All’ideale della pace, in cui credeva fortemente, ha dedicato le opere Educazione per il mondo nuovo del 1946 e Educazione e pace del 1949, in cui afferma che per aiutare l’umanità a maturare una nuova coscienza è necessario rinnovare l’educazione. In verità, l’intera opera pedagogica montessoriana può considerarsi incentrata sul tema della pace, che diventa il risultato inevitabile di una riorganizzazione psichica dell’umanità nel rispetto del bambino e della sua vita da parte dell’adulto.

La riapertura delle scuole montessoriane

Nel 1950, torna provvisoriamente in Italia e riapre le scuole montessoriane che erano state obbligate alla chiusura dal regime fascista. Nel 1950 viene data alle stampe La scoperta del bambino, una revisione e aggiornamento del Metodo uscito nel 1909. Nell’introduzione all’opera Maria Montessori si rivolge al lettore e spiega il perché di una nuova edizione e conclude ricollegandosi all’ideale della pace, che come abbiamo visto, fa da sfondo all’intera opera montessoriana: “(…) l’umanità può sperare in una soluzione dei suo problemi, fra cui i più urgenti sono quelli di pace e unità, soltanto volgendo la propria attenzione e le proprie energie alla scoperta del bambino e allo sviluppo della grande potenzialità della personalità umana in corso di formazione.” Muore a Noordwijk nel 1952.


Per concludere…

Cari amici, siamo giunti al termine di questo articolo alla scoperta del personaggio di Maria Montessori. Se avete domande o commenti, scriveteci tramite la nostra pagina contatti. Nel frattempo, alla prossima!

Date un’occhiata anche ai giochi Montessori fai da te e a come comunicare con i bambini.

Fonti:

  • Montessori M., 1950, La Scoperta del bambino, Milano, Garzanti
  • Valle U., Maranzana M., 2016, La Scoperta del bambino, La prospettiva pedagogica, Milano, Pearson Italia

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